L’intelligenza artificiale viene spesso raccontata come uno strumento capace di aumentare le nostre possibilità, semplificare il lavoro e rendere più efficienti molti aspetti della vita quotidiana. Ma cosa succede quando questa tecnologia non è soltanto uno strumento nelle mani delle persone, ma diventa anche un sistema che orienta ciò che vedono, ciò che scelgono e il modo in cui viene interpretata la realtà?
Qual è il legame tra intelligenza artificiale, capitalismo e sorveglianza? Fino a che punto siamo disposti ad accettare sistemi che raccolgono sempre più informazioni su di noi in cambio di servizi, sicurezza e comodità?
Questa nuova puntata di AI Aperitivo, l’ultima della quarta stagione del format lungo di AIAIAI Podcast, prova a rispondere a queste domande.
La puntata è realizzata nell’ambito delle attività di MagIA.news e SIpEIA, la Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale, che cofinanzia il podcast insieme al Dipartimento di Informatica e al Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino.
IA e manipolazione dell’informazione
Uno dei primi temi affrontati riguarda il ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione del sistema informativo. La diffusione di immagini generate artificialmente, video manipolati e contenuti sintetici ha reso ancora più complesso distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è.
Ma il problema della manipolazione delle masse non nasce con l’IA. Già Hannah Arendt, ne Le origini del totalitarismo, analizzava il ruolo della propaganda e delle falsità sistematiche nei regimi totalitari, mostrando come la distruzione della capacità di distinguere vero e falso possa diventare uno strumento di potere.
La puntata affronta il tema del rapporto tra disinformazione, nuove tecnologie e pensiero critico: l’IA rende davvero le persone più manipolabili oppure amplifica dinamiche già presenti nella società?
Dal pluralismo dell’informazione alle bolle algoritmiche
Internet ha trasformato profondamente il modo in cui le persone accedono alle informazioni. Se in passato il sistema mediatico era caratterizzato da poche fonti principali, oggi viviamo in un ambiente dove le fonti sono potenzialmente infinite.
Questa maggiore accessibilità rappresenta una grande opportunità, ma porta con sé anche un paradosso: quando le informazioni diventano troppe, scegliere cosa ascoltare e cosa ritenere affidabile diventa sempre più difficile.
Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, questa trasformazione compie un ulteriore passo. Gli algoritmi non si limitano più a distribuire contenuti, ma li selezionano e li personalizzano sulla base dei nostri comportamenti. In questo senso, l’IA può essere interpretata come un nuovo media nascosto, oltre che come mero strumento, in grado di influenzare il panorama informativo che ci circonda.
La società della sorveglianza
Un altro tema centrale della puntata riguarda il rapporto tra IA e sorveglianza. Viviamo in una società in cui la raccolta continua di dati personali è diventata una pratica quotidiana: dalle piattaforme digitali, ai sistemi di sicurezza e agli strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Ma come siamo arrivati ad accettare livelli di tracciamento che, probabilmente, non avremmo mai accettato in un contesto prettamente fisico come il mondo reale (non virtuale)?
La puntata analizza il processo di normalizzazione della sorveglianza e il modo in cui concetti come sicurezza, prevenzione e protezione vengono spesso utilizzati per giustificare una maggiore raccolta di informazioni. Quali sono i limiti che non dovremmo superare? Chi decide dove tracciare il confine?
Questi sono solo alcuni dei temi affrontati nella sedicesima e ultima puntata della quarta stagione di AI Aperitivo, un episodio dedicato alle connessioni tra intelligenza artificiale, potere economico, informazione e controllo sociale.
Scopri la puntata completa su YouTube e Spotify.

