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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Intelligenza artificiale: la doppia minaccia per lavoro e fisco

Una persona che espone un cartello in cui afferma di star cercando lavoro

L’avanzata dell’intelligenza artificiale riduce l’occupazione in settori chiave come informazione e finanza. Se questa tendenza dovesse estendersi anche all’Italia, l’impatto potrebbe andare oltre il mercato del lavoro. Poiché una parte rilevante delle entrate pubbliche deriva dalla tassazione del lavoro, una riduzione dell’occupazione potrebbe comprimere il gettito necessario a finanziare sanità, pensioni e welfare. In Italia le imposte sul lavoro coprono il 54% delle entrate pubbliche, la contrazione della base occupazionale rischia di mandare in crisi i bilanci statali, privandoli delle risorse necessarie per finanziare la spesa sociale, la sanità e i sistemi pensionistici.

Questa transizione favorisce la nascita di “lavoratori superumani”, capaci di moltiplicare la propria produttività e sostituire interi team. I colossi tecnologici sfruttano tale dinamica per contrarre il personale e massimizzare i profitti dei soci, generando enormi rendite finanziarie che tuttavia sfuggono alla tassazione ordinaria nazionale attraverso collaudati sistemi di elusione fiscale.

Per reagire, la Virginia e la Finlandia hanno iniziato a tassare i data center sui consumi elettrici, subendo però immediati disinvestimenti dalle Big Tech. Per l’Italia il rischio è concreto. Senza server locali e con meno occupati, lo Stato perderà sia forza lavoro sia la possibilità di intercettare fiscalmente la nuova ricchezza generata dall’automazione.

Leggi l’articolo completo “Tasse, la rivoluzione dell’intelligenza artificiale: chi le pagherà se i lavoratori sono già sempre di meno?” su Il Corriere della Sera.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (29/01/2026).

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