• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

L’IA come un impero globale: l’analisi di Karen Hao

Una serie di robot che osserva il Pianeta Terra

La giornalista Karen Hao nel suo libro Empire of AI descrive l’industria dell’intelligenza artificiale come un vero impero, con OpenAI nel ruolo di evangelista principale.

Secondo Hao, OpenAI è diventata più potente di qualsiasi stato-nazione, consolidando un potere economico e politico straordinario. “Stanno terraformando la Terra, ricablando la nostra geopolitica e tutte le nostre vite“, afferma, con l’obiettivo dichiarato di un’intelligenza artificiale generale in grado di “portare benefici a tutta l’umanità“, ma questa promessa nebulosa ha giustificato spese astronomiche: 115 miliardi per OpenAI entro il 2029, 72 miliardi per Meta quest’anno.

Il problema, secondo l’autrice, è l’ossessione per la velocità: invece di sviluppare algoritmi migliori, le aziende hanno scelto di “pompare più dati e supercomputer” nelle tecniche già esistenti. Questo approccio, però, ha provocato numerosi danni concreti: perdite di lavoro, sfruttamento di lavoratori nei paesi poveri pagati 1-2 dollari l’ora, oltre a chatbot che alimentano psicosi. Dunque, sebbene esistano alternative più virtuose, come AlphaFold, che ha rivoluzionato la biologia senza creare crisi mentali o danni ambientali, l’industria resta comunque prigioniera della sua ideologia, rischiando di perdere il contatto con la realtà.

Leggi l’articolo completo Karen Hao on the Empire of AI, AGI evangelists, and the cost of belief su TechCrunch.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (16/09/2025).

Esplora altri articoli su questi temi