Quando la giornalista e esperta di IA Karen Hao iniziò a seguire OpenAI nel 2019, la considerava una forza positiva. Nata come organizzazione non profit con l’obiettivo dichiarato di sviluppare l’intelligenza artificiale in modo sicuro, OpenAI sembrava voler contrastare le logiche commerciali più pericolose. Ma col tempo, Hao ha iniziato a interrogarsi più profondamente sul vero volto del settore.
Dietro al successo dell’IA si nasconde un’enorme concentrazione di potere e risorse: potenza di calcolo, quantità immense di dati, lavoro umano sottopagato nel Sud globale per “pulire” i dataset, e un impatto ambientale allarmante in termini di consumo di energia e acqua. In questo scenario si delinea un nuovo impero tecnologico, dominato da poche aziende globali. OpenAI, con il supporto economico di Microsoft, non ha resistito alle logiche di profitto e accelerazione.
Hao, grazie a fonti interne e approfondite indagini, racconta per la prima volta i retroscena del clamoroso licenziamento e ritorno di Sam Altman, rivelando chi guida davvero queste tecnologie. Ma Empire of AI non è solo la storia di un’azienda: è una denuncia delle dinamiche di potere che plasmano tutto il settore. Attraverso le voci di ingegneri della Silicon Valley, lavoratori kenyoti e attivisti cileni, Hao offre un ritratto completo dell’impatto globale dell’IA e delle disuguaglianze che alimenta. Un libro che solleva il velo sull’industria che sta ridisegnando il nostro tempo.
Maggior informazioni sul sito dell’editore: Penguin

