L’intelligenza artificiale sta entrando prepotentemente nelle aule scolastiche britanniche, ma sono proprio gli stessi studenti a lanciare un allarme temendo che questi strumenti stiano erodendo la loro capacità di studiare e apprendere.
Una ricerca commissionata dalla Oxford University Press su duemila ragazzi tra i 13 e i 18 anni ha rivelato dati sorprendenti: solo il 2% degli studenti dichiara di non usare l’IA per i compiti scolastici, mentre l’80% la utilizza regolarmente; nonostante questa diffusione capillare, il 62% riconosce che questo ha avuto un impatto negativo sulle proprie competenze, mentre uno studente su quattro ammette che l’IA rende troppo facile trovare le risposte senza fare davvero il lavoro e il 12% lamenta una limitazione del pensiero creativo.
Di fronte a questo studio, Alexandra Tomescu, specialista di IA della Oxford University Press, evidenzia la maturità di queste riflessioni: i giovani dimostrano una comprensione sofisticata della tecnologia, riconoscendone limiti e potenzialità. Inoltre, oltre la metà degli intervistati teme che i compagni usino l’IA di nascosto senza che gli insegnanti se ne accorgano, e molti chiedono maggiore supporto per imparare a utilizzarla correttamente e criticamente.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (05/09/2025).

