Tutto parte da una notifica su LinkedIn. Linda Geddes, giornalista scientifica e autrice di un libro sui ritmi circadiani, viene taggata da uno sconosciuto che ringrazia per l’intervista usata in un articolo sul “chronoworking” pubblicato dal New York Post. Peccato che quell’articolo non l’abbia mai scritto: c’era il suo nome, ma non le sue parole.
Era solo l’ultimo tassello. Tre settimane prima, un’amica editor di Nature le aveva chiesto se stesse proponendo articoli alla rivista. Non era lei: qualcuno usava il suo nome, un indirizzo email falso e i suoi vecchi pezzi per risultare credibile. Una collega, Caroline Williams, era già stata impersonata con successo: l’impostore aveva persino convinto Science a pubblicare un articolo, incassando circa mille dollari. Geddes ha indagato e ha trovato un indirizzo Gmail di recupero, parzialmente oscurato, che collega le email dei falsi. Ora i casi sono almeno tre, con una terza giornalista coinvolta, Sara Novak. Il movente resta un mistero: il giornalismo scientifico freelance paga poco. Forse un freelance in difficoltà che sfrutta l’intelligenza artificiale per moltiplicare le proposte?
Gli esperti parlano di un fenomeno più ampio. Il cardiologo Eric Topol ha scoperto libri e studi a suo nome mai scritti, compresi manuali di cucina. Google segnala truffatori che ottengono lavori da remoto con identità rubate, mentre l’IA generativa produce CV, lettere e perfino deepfake in tempo reale. Per queste ragioni, le redazioni corrono ai ripari: rilevatori di testi generati dall’IA, videochiamate obbligatorie, più diffidenza verso i nuovi collaboratori. Il rischio è che a pagare siano proprio i giovani freelance onesti.
Il consiglio degli esperti, dunque, è verificare ogni contatto inatteso attraverso canali già noti. Geddes, intanto, ha denunciato tutto e inviato una diffida.
Leggi l’articolo completo Fake Linda and me: the Agatha Christie-worthy mystery of the fraudster who stole my byline su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (27/10/2025).

