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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Il rapporto tra arte e intelligenza artificiale

immagine astratta digitale con sfondo viola e panorama digitale a scacchi grigio e fucsia

L’intelligenza artificiale può ripensare l’arte?

Quel che è certo è che c’è una crescente sovrapposizione tra arte e intelligenza artificiale.
L’opera di Pierre Huyghe, “Camata”, ne è un esempio. Esposta alla Punta della Dogana durante la Biennale di Venezia, ritrae robot alimentati dall’IA che filmano resti umani e posizionano oggetti accanto a essi in un rituale misterioso.

Daniel Birnbaum, curatore e direttore artistico della piattaforma Acute Art, afferma che artisti come Huyghe esplorano luoghi in cui natura e artificialità si fondono.

Anche Refik Anadol, artista turco, è noto per le sue installazioni generate dall’IA, come quella esposta al MoMA di New York o la mostra “Echoes of the Earth: Living Archive” alla Serpentine Galleries di Londra. Anadol descrive l’IA come “la tecnologia più ispiratrice” e vede il futuro dell’arte come una collaborazione tra umani e macchine.

Il direttore artistico delle Serpentine Galleries, Hans Ulrich Obrist, sostiene che la tecnologia debba essere adeguatamente integrata nelle mostre poiché in futuro prevede una “realtà mista” nella quale opere d’arte viventi e mutabili potranno apportare trasformazioni all’arte pubblica. Tuttavia, riconosce i rischi associati all’IA a livello globale, sottolineando la necessità di una gestione e regolamentazione internazionale per evitare che l’IA stessa metta in pericolo l’umanità.

Mentre il dibattito si divide tra chi teme che l’IA possa minacciare varie discipline, nell’arte si cerca ancora la mano dell’artista, un elemento umano che interagisce con la macchina.

Leggi qui l’intero articolo: Can A.I. Rethink Art? Should It?

Foto di Steve Johnson su Unsplash

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