La diffusione di chatbot e motori di ricerca basati su IA ha ridotto il traffico verso siti originali, privilegiando risposte sintetiche che limitano la varietà di fonti e punti di vista. Secondo l’Economist, infatti, già più di 800 milioni di persone utilizzano regolarmente chatbot conversazionali, mentre Google e Apple registrano un calo significativo nelle ricerche tradizionali.
Questo nuovo modello digitale favorisce un consumo rapido e personalizzato dell’informazione, ma mette a rischio l’ecosistema dei contenuti online. Siti specializzati, Wikipedia e piattaforme come Stack Overflow perdono visite e quindi risorse economiche legate alla pubblicità. I produttori di contenuti si trovano ad essere in difficoltà.
Parallelamente, il traffico dell’internet globale è fortemente influenzato da bot, molti dei quali svolgono attività dannose come il furto di contenuti o lo spam, aggravando la sostenibilità dei siti indipendenti. Inoltre, il web si frammenta su basi politiche e nazionali, con paesi che costruiscono versioni isolate di Internet, come la Cina o la Russia, segnando un’ulteriore rottura del concetto di rete globale. Internet non è morto, ma si sta trasformando in un sistema più chiuso, segmentato e automatizzato.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (09/01/2025).

