Un think tank apparentemente dedicato al conflitto israelo-palestinese, ma in realtà creato per conto del governo israeliano. È il caso dell’Hanover Institute for Public Policy, una struttura che pubblica rapporti su Gaza, antisemitismo e Israele e che, secondo un’inchiesta di Responsible Statecraft, potrebbe essere stata progettata anche per influenzare le risposte dei chatbot.
L’istituto ha iniziato a pubblicare il 6 agosto e ha già prodotto oltre 100 rapporti. I testi non hanno firme e sono costruiti con statistiche, citazioni e fonti, in uno stile simile a quello dei think tank americani. In fondo al sito compare però una nota che attribuisce la creazione all’agenzia pubblicitaria del governo israeliano e a Piro, società fondata da Daniel Rosenberg. Piro ha ricevuto 900mila dollari dal governo israeliano e offre servizi per ottimizzare i contenuti in funzione dei modelli linguistici.
L’obiettivo, secondo l’inchiesta, sarebbe aumentare la possibilità che siti come questo vengano intercettati da strumenti come Claude o Gemini quando gli utenti fanno domande sul conflitto. La pratica viene indicata come “LLM poisoning”. Un’analisi di 12 articoli dell’Hanover Institute ha inoltre rilevato, tramite GPTZero, che 11 risultavano scritti dall’IA con alta probabilità. Il caso si inserisce in una più ampia strategia israeliana per influenzare la narrazione online e, sempre secondo Responsible Statecraft, anche le risposte dei chatbot.
Leggi l’articolo completo “Israel creates fake think tank in likely attempt to dupe AI chatbots” su Responsible Statecraft.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (12/10/2025).

