Oltre 25 miliardi di euro in data center annunciati per il triennio 2026-2028, 83 nuove infrastrutture in programma, tre grandi operatori internazionali con progetti in Lombardia. Vantage Data Centers ha superato quota 8 miliardi di impegni in Italia dopo l’estensione della dichiarazione di interesse strategico nazionale da parte del Consiglio dei ministri per il progetto a Tavazzano, nel Lodigiano. Equinix è in trattativa al Mimit con il ministro Adolfo Urso, EdgeConneX punta a tre campus tra Milano e il Lodigiano per circa 3 miliardi. I numeri sembrano imponenti, ma la distanza tra annuncio e cantiere, in questo settore, può essere enorme. Nel ciclo precedente, 2023-2025, solo una parte degli investimenti stimati si è tradotta in infrastrutture reali, su un totale dichiarato di 7,1 miliardi.
L’Italia conta, al momento, 168 datacenter contro i 322 della Francia e i 529 della Germania. Il divario non riguarda solo gli edifici, ma la densità dell’intero ecosistema, capitale, chip, università, capacità energetica, clienti industriali. Sul fronte energetico, le stime internazionali indicano che i datacenter potrebbero assorbire globalmente circa 945 terawattora entro il 2030. Un carico industriale che, concentrato in pochi distretti, rischia di mettere sotto pressione reti e disponibilità di energia pulita.
Il punto più delicato è strutturale. La presenza fisica dei server in Lombardia non produce automaticamente sovranità digitale. Dipende da quali dati vengono trattati, chi possiede l’infrastruttura, quante imprese italiane accedono alla potenza di calcolo. Senza filiere di competenze, ricerca, software e sicurezza informatica che crescano attorno agli impianti, il rischio concreto è che il Paese diventi il luogo dove si consuma energia per generare valore altrove. La Regione Lombardia ha approvato una legge dedicata all’insediamento dei datacenter, con priorità alle aree dismesse e criteri ambientali. Ma proclamare la strada giusta non equivale a percorrerla.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (07/02/2025).

