Spoiler: si. La nuova puntata di Non AI Capito, il format breve di AIAIAI Podcast, affronta il tema dell’intelligenza artificiale in Italia, mettendo in discussione la visione più comune che tende a considerare lo sviluppo di queste tecnologie come un’esclusiva riservata agli Stati in testa alla corsa delle big tech, ovvero Stati Uniti e Cina.
Questa è l’ultima puntata della terza stagione di AIAIAI Podcast! Ma non vi preoccupate, la quarta stagione è già in cantiere, ci rivedrete molto presto.
L’Italia non sarà la Silicon Valley, ma non è manco li ferma a guardare. Esistono svariati progetti e aziende italiane che lavorano attivamente nel settore, spesso collaborando con realtà internazionali per non restare isolate in un mercato che è globale. L’IA italiana non è un’imitazione, ma un ecosistema che cerca una propria via tra ricerca d’avanguardia e applicazioni concrete.
Eccellenze e modelli nazionali
La realtà dell’IA nel nostro Paese è fatta di nomi e infrastrutture concrete. Un esempio significativo è Minerva, il modello linguistico sviluppato dalla Sapienza Università di Roma grazie ai fondi PNRR e alla potenza di calcolo del supercomputer Leonardo del CINECA. A questo si aggiungono realtà come Vitruvian-1, un modello creato dalla startup Asc27 capace di competere con i grandi player internazionali grazie a elevate capacità di ragionamento e una forte connessione con la lingua italiana. Esistono poi eccellenze storiche come N.I.Te., spin-off dell’Università di Salerno specializzato nel riconoscimento della scrittura a mano, a dimostrazione di una competenza radicata nel tempo.
Infrastrutture, regole e supporto
In questo episodio viene esplorato il “dove” e il “come” si sviluppa l’IA in Italia e in Europa. Vengono presentate iniziative come IT4LIA, la AI Factory italiana volta a trasformare il panorama nazionale attraverso infrastrutture avanzate, e la rete degli EDIH (European Digital Innovation Hubs), con la quale MagIA collabora attivamente, che offrono supporto tecnico e formazione alle PMI per digitalizzarsi. Un ruolo centrale è giocato anche dalla regolamentazione, l’AI Act introduce le Regulatory Sandboxes, spazi controllati dove professionisti e startup possono testare innovazioni in totale sicurezza giuridica prima del lancio sul mercato.
Tra crescita economica e utilità sociale
Il divario tra le diverse visioni dell’IA genera dibattiti sulla sua finalità. Da un lato, ci sono figure come Mario Draghi che sottolineano la necessità di raddoppiare gli investimenti e ridurre la burocrazia per sostenere la crescita economica e non restare dipendenti dai monopoli esteri. Dall’altro lato, emerge una visione politica che vede l’IA come uno strumento per migliorare i servizi pubblici, ridurre le disuguaglianze e persino l’orario di lavoro, privilegiando il progresso sociale rispetto alla sola produttività.
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Autori episodio: Marinella Quaranta, Ivan Spada e Ilaria Amantea
Studio di produzione: @DigistartMedia

