Più di mille lavoratori scarsamente retribuiti in Kenya sono stati improvvisamente licenziati da Sama, società con sede a Nairobi a cui Meta aveva esternalizzato attività di moderazione dei contenuti e addestramento dell’intelligenza artificiale. I lavoratori, molti dei quali impegnati nell’addestramento di modelli IA, hanno ricevuto un preavviso di soli sei giorni — una mossa che attivisti e organizzazioni africane per i diritti digitali hanno definito devastante e sconcertante, emblema della precarietà strutturale che caratterizza i lavori tecnologici nel Sud del mondo.
Difatti, la rottura tra Meta e Sama era maturata il mese precedente, quando erano emerse accuse secondo cui alcuni lavoratori kenioti impegnati nell’annotazione dei dati erano stati invitati a visionare contenuti privati registrati tramite gli occhiali intelligenti Ray-Ban di Meta — gli stessi che il CEO Mark Zuckerberg indossa abitualmente — che riprendevano gli utenti in situazioni intime. Meta ha sospeso la collaborazione sostenendo che Sama non rispettasse i propri standard, pur ribadendo che la revisione umana dei contenuti generati dall’IA avviene con il consenso esplicito degli utenti.
Nonostante ciò, però, questa non è la prima volta che Sama finisce al centro delle polemiche: nel 2024 una causa civile aveva denunciato gravi casi di PTSD, depressione e ansia tra 140 ex moderatori di contenuti, conseguenza dei materiali agghiaccianti che erano stati costretti a visionare.
Leggi l’articolo completo Kenyan firm sacks more than 1,000 workers after losing Meta contract su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (19/04/2026).

