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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Minacce e ambiente oppressivo per i moderatori Facebook in Kenya

Ufficio moderatori Facebook

Sama, una società incaricata da Facebook per la moderazione dei contenuti, sembrerebbe avere un ambiente lavorativo complesso e spesso oppressivo per i moderatori di contenuti impiegati all’interno dell’azienda. Alcuni dipendenti hanno rivelato alla rivista TIME alcune pratiche intimidatorie da parte del management per scoraggiare la sindacalizzazione dei dipendenti e il ricorso a minacce velate, in particolare verso i lavoratori in Kenya, “Sama ha detto agli altri partecipanti allo sforzo di azione sindacale che erano sacrificabili e che avrebbero dovuto dimettersi o tornare al lavoro” hanno dichiarato diversi dipendenti, proseguendo “alcuni moderatori hanno raccontato episodi di pressione per ritirare firme da una petizione sindacale, licenziamenti sospetti e intimidazioni”.

Le condizioni lavorative, inoltre, risultano particolarmente preoccupanti. I dipendenti, ad esempio, devono rispettare tempi rigidissimi per la moderazione di contenuti con un obiettivo di tempo medio per contenuto di soli 50 secondi, anche se si tratta di video di ore. La gestione dei dipendenti sembra guidata dalla necessità di soddisfare le richieste di efficienza di Facebook, nonostante le dichiarazioni ufficiali dell’azienda indichino un approccio più umano e flessibile, cosa che sembrerebbe non essere rispettata. La pressione per mantenere alte performance spesso si traduce in un ambiente dove le pause e le tutele per la salute mentale sono difficili da ottenere.

Dinamiche lavorative come queste possono contribuire a generare conseguenze reali sulla moderazione dei contenuti problematici, in particolare nelle regioni vulnerabili, come illustra il caso dell’Etiopia, dove post con incitamenti alla violenza etnica sono rimasti online per mesi.

Leggi l’articolo completo: Inside Facebook’s African Sweatshop su time.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

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