Google ha presentato Gemini 3 Pro, addestrato interamente su TPU proprietarie, mostrando che è possibile raggiungere prestazioni di punta senza passare dalle GPU Nvidia. Il modello supera i concorrenti nei benchmark e incrina l’idea che l’hardware di Santa Clara sia indispensabile per lo sviluppo dei sistemi più avanzati.
Il lancio ha innescato un calo immediato del 5,84% del titolo Nvidia, bruciando miliardi di capitalizzazione in poche ore. Il rischio per Nvidia non è tanto Google, quanto l’effetto domino. Amazon e Microsoft stanno già sviluppando i propri chip (Trainium e Maia), e Bloomberg evidenzia la preoccupazione che gli hyperscaler possano seguire l’esempio di Mountain View.
Come riporta Tom’s Hardware, al di là della volatilità di breve periodo, il punto è strategico: controllare l’intera filiera consente ai giganti del cloud di ridurre i costi e ottimizzare i modelli in modi impossibili con hardware esterno. Non si tratta probabilmente di una crisi irreversibile, ma di un riallineamento delle forze in campo che rende evidente che l’indipendenza tecnologica è il vero vantaggio competitivo del prossimo decennio.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (17/03/2025).

