Decine di migliaia di persone sono state pagate da Scale AI — società partecipata al 49% da Meta — per addestrare sistemi di intelligenza artificiale scansionando profili Instagram e Facebook altrui, raccogliendo opere protette da copyright e trascrivendo colonne sonore pornografiche. A rivelarlo è un’inchiesta del The Guardian basata sulle testimonianze di dieci lavoratori della piattaforma Outlier, attivi nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Australia.
La promessa iniziale era ben diversa: reclutare esperti in medicina, fisica ed economia per affinare modelli di IA avanzati. Nella pratica, i cosiddetti “tasker” si sono ritrovati a etichettare foto di animali morti, feci di cane e diagrammi anatomici di neonati, sotto sorveglianza costante e con paghe instabili. Molti erano giornalisti, insegnanti o dottorandi che cercavano un reddito extra. «Eravamo davvero disperati», ha detto uno di loro.
A questo proposito, un’artista ha parlato di «vergogna e senso di colpa interiorizzati» per aver contribuito direttamente all’automazione dei propri sogni. Di fronte a ciò, Scale AI nega le pratiche più controverse, ma i lavoratori continuano ad accettare incarichi sulla piattaforma — perché, con il futuro dell’IA che avanza rapidamente, non vedono alternative.
Leggi l’articolo completo Porn, dog poo and social media snaps: the ‘taskers’ scraping the internet for Meta-owned AI firm su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (07/04/2026).

