Nel luglio 2024, il Distributed AI Research Institute (DAIR) ha lanciato un nuovo progetto chiamato “Data Workers’ Inquiry” per dare voce ai lavoratori che si occupano dei dati (elaborazione, etichettatura e moderazione dei dati) invitandoli a raccontare le proprie esperienze e a condurre ricerche autonome. Questo progetto si concentra sulle condizioni lavorative di coloro che svolgono il lavoro di etichettatura e moderazione dei dati per le grandi aziende tecnologiche, un lavoro spesso svolto da lavoratori sottopagati e poco riconosciuti, provenienti da paesi in via di sviluppo come Kenya, India e Messico.
Durante il lancio virtuale del progetto, è emerso come questi lavoratori affrontino condizioni di lavoro precarie, rischiando il licenziamento per la minima deviazione dalle aspettative dei datori di lavoro. Molti di loro sono vincolati da accordi di non divulgazione, il che rende ancora più difficile denunciare le condizioni di sfruttamento.
Uno degli aspetti più inquietanti è il trauma psicologico subito da questi lavoratori, che sono spesso costretti a moderare contenuti violenti o disturbanti. Adio Dinika, ricercatore del DAIR, ha condiviso le esperienze traumatiche vissute durante un viaggio di ricerca in Kenya, dove ha incontrato lavoratori che, come lui, hanno subito gravi conseguenze emotive e psicologiche a causa del loro lavoro.
Fasica Gebrekidan, ex moderatrice di contenuti, ha raccontato la sua esperienza di lavorare per un’azienda appaltatrice di Meta durante il genocidio del Tigray in Etiopia, moderando contenuti legati alla guerra da cui era fuggita. Richard Mathenge, un altro ricercatore, ha lavorato come moderatore di contenuti per OpenAI, affrontando contenuti tossici per addestrare modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT.
Nonostante le condizioni difficili, molti lavoratori riconoscono l’importanza del loro lavoro, fondamentale per il funzionamento delle piattaforme digitali. Tuttavia, c’è una mancanza di trasparenza e supporto da parte delle aziende tecnologiche, che spesso non riconoscono il contributo cruciale di questi lavoratori.
Il progetto “Data Workers’ Inquiry” rappresenta un passo importante verso il riconoscimento e la protezione dei diritti di questi lavoratori, offrendo loro una piattaforma per raccontare le proprie storie e contribuire alla ricerca sulla loro condizione lavorativa. Il progetto incoraggia anche la solidarietà e l’organizzazione tra i lavoratori dei dati, con l’obiettivo di migliorare le loro condizioni di lavoro e ottenere un maggiore riconoscimento per il loro contributo essenziale alla tecnologia moderna.
Leggi qui l’intero articolo: Data Workers, In Their Own Voices
Foto di Inzmam Khan

