In Australia i venditori di libri rari e usati temono che i propri volumi possano finire nella catena di approvvigionamento delle aziende di intelligenza artificiale, che li scansionerebbero per poi distruggerli. Il sospetto nasce da una causa per copyright contro Anthropic negli Stati Uniti, i cui documenti giudiziari hanno rivelato la pratica della scansione distruttiva, in cui i libri vengono acquistati, privati della copertina per velocizzare la scansione e infine ridotti in pasta di carta. Un giudice americano ha stabilito che si tratta di un uso lecito secondo la legge sul copyright.
Diversi librai australiani hanno segnalato ordini insoliti dell’azienda canadese Zoom Books, che si definisce un riciclatore di libri, ricevuti tramite piattaforme come Abebooks e Biblio. Delfina Manor, di Benalla, ha ricevuto tre scatole piene in un mese, mentre John Sainsbury descrive ordini casuali su titoli di nicchia senza attenzione al prezzo. Anthropic nega di aver mai acquistato da Zoom Books, che a sua volta sostiene di rivendere i volumi intatti senza digitalizzarli.
Per librai come Tim White, distruggere un volume raro resta un atto scioccante, diverso dalla vendita di copie comuni.
Leggi l’articolo completo “‘More than just objects’: Australian booksellers raise alarm over ‘horrific’ destruction of rare titles to feed AI” su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/04/2026).

