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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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L’immortalità secondo Kurzweil: Un’analisi critica

Immortalità

Questo articolo viene pubblicato in contemporanea su Avvenire, offrendo un’analisi condivisa e approfondita su un tema di grande attualità.

Ray Kurzweil, un noto futurologo, prevede un futuro in cui gli esseri umani supereranno i limiti biologici, si fonderanno con le macchine e raggiungeranno l’immortalità digitale. In un recente articolo su Wired, Kurzweil ha ribadito la sua convinzione nell’imminente arrivo della singolarità, un punto in cui l’intelligenza artificiale supererà l’intelligenza umana, permettendo trasformazioni tecnologiche ed esistenziali senza precedenti. Kurzweil immagina un’epoca in cui gli esseri umani si fonderanno con l’IA, migliorando le loro capacità cognitive e persino caricando la propria coscienza nel cloud, raggiungendo così una forma di immortalità digitale.

Nonostante l’ottimismo di Kurzweil affascini molti, solleva anche importanti questioni, in particolare dal punto di vista cattolico. La tradizione cattolica sostiene che la coscienza umana non sia solo il prodotto di processi biologici o simulazioni computazionali, ma coinvolga una dimensione spirituale che non può essere replicata o trasferita alle macchine. L’insegnamento cattolico enfatizza l’unità di corpo e anima (il cosiddetto ilemorfismo), riflettendo la credenza che gli esseri umani siano creati a immagine e somiglianza di Dio, l’Imago Dei. Questa unità implica che il corpo e l’anima non sono entità separate, ma piuttosto interdipendenti, formando una singola persona umana integrale. L’anima è il principio spirituale che anima il corpo, fornendogli vita e identità. Di conseguenza, l’anima non può essere ridotta a un mero insieme di processi computazionali o dati.

La teoria della coscienza intenzionale di Bernard Lonergan

La teoria di Lonergan descrive quattro livelli di coscienza: sperimentare, comprendere, giudicare e decidere. Questi livelli non sono solo passi sequenziali, ma sono integrati e cumulativi, con ogni livello che sublima i precedenti. La coscienza intenzionale è caratterizzata dalla dinamicità e dall’autotrascendenza nella ricerca della conoscenza e del significato.

  • Sperimentare (coscienza empirica): Questo è il livello empirico in cui vengono percepiti i dati sensoriali. Comporta la consapevolezza immediata degli oggetti attraverso i sensi.
  • Comprendere (coscienza intellettuale): A questo livello intellettuale, si formano intuizioni e concetti. Questa fase comporta la comprensione dei significati e delle relazioni all’interno dei dati dell’esperienza.
  • Giudicare (coscienza razionale): Il livello razionale in cui viene valutata la validità della comprensione. La riflessione critica porta a valutare se le nostre intuizioni corrispondano alla realtà.
  • Decidere (coscienza razionale-autocosciente): Il livello esistenziale in cui vengono determinati valori e azioni. Questa fase comporta la scelta e le azioni basate sui giudizi riguardanti ciò che è veramente buono e prezioso.

Robert Doran, un allievo e propagatore del pensiero di Lonergan, amplia questo quadro con il suo concetto di conversione psichica. La conversione psichica comporta l’integrazione della psiche con la coscienza intenzionale, allineando le funzioni emotive e simboliche con le dimensioni razionali e morali del sé. Si tratta di un processo di guarigione e creatività in cui la psiche è orientata verso il divino e il bene morale.

Doran spiega che la conversione psichica è essenziale per una comprensione olistica della coscienza umana. Questo concetto implica un processo trasformativo in cui le varie dimensioni della psiche sono integrate armoniosamente con l’intelletto e la volontà, portando a una persona umana ben bilanciata e pienamente funzionante. Questo tipo di conversione attinge alla psicologia del profondo per spiegare come funziona la conversione psichica. Implica la riconciliazione degli elementi inconsci con la consapevolezza cosciente, facilitando l’integrazione di emozioni, ricordi e desideri repressi in un sé coeso e consapevole. Questo processo permette agli individui di affrontare e trascendere conflitti interni e traumi che ostacolano la loro crescita psicologica e spirituale.

La visione di Kurzweil della singolarità presuppone che la coscienza possa essere replicata e persino migliorata attraverso mezzi tecnologici. Questa prospettiva è basata su una visione riduzionista, che equipara la coscienza ai processi computazionali. Tuttavia, dal punto di vista di Lonergan e Doran, questa visione è fondamentalmente errata per diverse ragioni.

In primo luogo, l’approccio di Kurzweil riduce la coscienza a un semplice processamento di dati, tralasciando completamente le dimensioni spirituali e morali che sono intrinsecamente legate all’identità e all’esistenza umana. Secondo la teoria di Bernard Lonergan, la vera coscienza comporta un processo di autotrascendenza e la ricerca di valori superiori, obiettivi che non possono essere raggiunti solo attraverso mezzi artificiali. Lonergan sottolinea che la coscienza non è solo una questione di funzioni cognitive, ma include anche la dimensione morale e spirituale che guida il nostro desiderio di conoscenza e significato.

Lonergan e Doran sostengono che la coscienza autentica richiede una vera autoappropriazione, un processo che integra dimensioni empiriche, intellettuali, razionali ed esistenziali. Questo approccio olistico è fondamentale per una comprensione completa della natura umana. Tuttavia, il modello di Kurzweil non riesce a cogliere questa complessità, offrendo una visione frammentata e incompleta di ciò che significa essere umani. Senza riconoscere l’interconnessione di tutte queste dimensioni, la sua teoria rimane superficiale e limitata.

Infine, la tradizione cattolica, rappresentata da pensatori come Lonergan e Doran, afferma che gli esseri umani sono creati a immagine di Dio e possiedono una dimensione spirituale unica che trascende l’esistenza materiale. La visione di Kurzweil, essenzialmente materialista, ignora questa fondamentale prospettiva spirituale, riducendo gli esseri umani alle loro funzioni fisiche e cognitive. Questa riduzione non solo sminuisce la dignità intrinseca di ogni persona, ma trascura anche lo scopo divino che è insito in ogni vita umana.

Pertanto, la visione di Ray Kurzweil della singolarità presenta un futuro tecnologicamente ottimistico ma non riesce a comprendere la vera natura della coscienza umana. Trascurando le dimensioni spirituali e morali integrali all’esistenza umana, il modello di Kurzweil offre una prospettiva riduzionista e incompleta. Appropriandosi delle prospettive più sfumate e integrali della teoria della coscienza intenzionale di Bernard Lonergan e del concetto di conversione psichica di Doran, diventa chiaro che la vera coscienza comporta un’integrazione olistica di dimensioni empiriche, intellettuali, razionali ed esistenziali orientate all’autotrascendenza e al fine divino.

Di fronte ai progressi tecnologici, è essenziale sostenere la dignità umana e l’essenza spirituale, riconoscendo che nessuna intelligenza artificiale può replicare il mistero dell’anima umana. Abbracciando la pienezza della coscienza intenzionale e sottoponendosi a una conversione psichica, gli individui possono raggiungere una vera autotrascendenza, vivendo la loro chiamata divina con autenticità e grazia.

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