L’intelligenza artificiale sta consumando quantità enormi di acqua, un aspetto finora poco considerato ma che potrebbe diventare critico per la sostenibilità ambientale dei modelli IA. Uno studio pioneristico svela i numeri allarmanti del consumo idrico dei data center che ospitano i sistemi di intelligenza artificiale.
L’acqua nascosta dietro l’IA
Il solo addestramento di GPT-3, uno dei più grandi modelli linguistici esistenti, richiede 700.000 litri di acqua dolce pulita che evapora direttamente dai sistemi di raffreddamento dei data center Microsoft. Per dare un’idea, è l’equivalente del consumo annuo di acqua di una famiglia media.
Ma questo è solo l’inizio. Secondo le stime, entro il 2027 la domanda globale di IA potrebbe essere responsabile del consumo di 4,2-6,6 miliardi di metri cubi d’acqua, più del consumo idrico annuale di 4-6 Danimarche messe insieme o della metà del Regno Unito.
“L’acqua è una risorsa finita e ogni goccia conta” – dal Rapporto sulla Sostenibilità di Meta 2020

Perché l’IA ha sete?
I data center che ospitano i modelli di IA consumano acqua in tre modi principali:
- Raffreddamento diretto (Scope 1): L’acqua viene utilizzata per raffreddare i server che elaborano i modelli IA, con una parte che evapora nel processo
- Generazione di elettricità (Scope 2): La produzione dell’energia elettrica necessaria richiede grandi quantità d’acqua
- Produzione hardware (Scope 3): La fabbricazione dei chip e dei server comporta un significativo consumo idrico
I numeri del consumo
Alcuni dati significativi:
- I data center di Google hanno consumato 20 miliardi di litri di acqua nel 2022 solo per il raffreddamento
- Il consumo idrico di Google è aumentato del 20% rispetto al 2021
- Microsoft ha registrato un aumento del 34% nello stesso periodo
- GPT-3 necessita di 500ml di acqua per generare 10-50 risposte

La sfida della sostenibilità
Il problema è particolarmente preoccupante considerando che:
- La scarsità d’acqua colpisce già 4 miliardi di persone
- Entro il 2030 metà della popolazione mondiale soffrirà di stress idrico
- L’acqua utilizzata dai data center è spesso potabile
Soluzioni possibili
Gli esperti suggeriscono diverse strategie per ridurre l’impronta idrica dell’IA:
- Pianificazione temporale: Eseguire i carichi di lavoro IA in orari con temperature più basse
- Diversificazione geografica: Scegliere località con migliore efficienza idrica
- Maggiore trasparenza: Includere i dati sul consumo d’acqua nelle “model card” dell’IA
- Approccio olistico: Bilanciare l’efficienza idrica con quella energetica
Un invito all’azione
L’impronta idrica dell’IA non può più rimanere nell’ombra. È necessario un impegno collettivo per:
- Sviluppare tecnologie di raffreddamento più efficienti
- Implementare strategie di risparmio idrico
- Aumentare la trasparenza sui consumi
- Promuovere la ricerca su soluzioni sostenibili
immagine di copertina generata tramite Flux.
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