Luciano Floridi (professore di filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford), ha sostenuto che dopo le rivoluzioni operate da Copernico, da Darwin e Freud, stiamo vivendo quella che egli ha definito come “Quarta Rivoluzione Epocale”[1], poiché l’impatto delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in un mondo sempre più connesso, ci ha proiettati nell’era digitale immergendoci in un mondo diverso da come è apparso fino ad ora.
Gli sviluppi repentini dell’Intelligenza Artificiale (IA), grazie non solo all’hardware sempre più potente ma anche ai software e agli algoritmi maggiormente perfezionati, ci hanno consentito l’utilizzo di questa tecnologia in un modo sempre più impattante nella nostra quotidianità.
La diffusa applicazione nei vari devices connessi alla rete internet, ha reso tutti fruitori dell’IA anche in modo inconsapevole; applicazioni che spaziano dagli smartphone alla diagnostica per immagini, dalla ricerca farmacologica agli studi epidemiologici, solo per citarne alcune.
Recentemente, al fine di utilizzare L’IA facendo cooperare in maniera sinergica quanto di buono viene dagli sviluppi relativi all’IA con la capacità critica dell’essere umano il quale avverte il desiderio di potenziare il suo pensiero (enhancement), è stato fatto un ulteriore salto in avanti con il Sistema 0, teorizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sulla rivista Nature Human Behaviour[2]. Tale Sistema si prefigge di promuovere l’interazione fra l’intelligenza umana e quella artificiale: una interazione quasi in una forma ibrida, al fine di aiutare il pensiero critico, che però – dobbiamo sottolineare – ha solo nell’intimo della coscienza il centro di discernimento.

Un discernimento che appare necessario in una visione antropocentrica, non solo nella sfera dell’algoretica, quanto di formazione etica di coloro che sviluppano e utilizzano questa tecnologia soprattutto nell’ambito della neuroetica, per evitare il rischio di un riduzionismo antropologico, come ha anche espresso Michele Farisco nell’evidenziare che la sola prospettiva di una coscienza artificiale sollevi interrogativi etici rilevanti, quali ad esempio le condizioni per considerare un sistema artificiale come soggetto morale[3].
Proprio in virtù di quanto appena detto si deve postulare come necessaria una riflessione che sappia affermare la trascendenza e la superiorità della dignità e dell’intelligenza umana su quella artificiale.
Questa affermazione di principio serve per evitare che l’uomo perda il controllo di quanto egli stesso inventa ed introduce nella storia, con conseguenze nefaste come sovente è accaduto in passato, correndo quindi il rischio che si possano ripresentare in futuro ed anche in un futuro prossimo. L’uomo perde il controllo di quanto “crea” quando non “crea” secondo sapienza e dunque quando non è lui stesso governato dalla sapienza e da un limite etico[4].
Appare quindi doveroso che l’orientamento verso il vero bene del genere umano, debba guidare l’impiego dei beni e dei mezzi materiali e immateriali verso l’autentico sviluppo della persona umana, di tutta l’umanità. Ciò esige una luce speciale (sapienza) e una coscienza morale e un tale mistero appartiene agli uomini e non alle macchine. Ecco perché si sente sempre più un certo bisogno di morale. Talvolta, questo bisogno viene anche espresso con un bisogno di etica.
In tal senso, Papa Francesco, rivolgendosi ai G7 in Puglia, ha voluto definire questa tecnologia “uno strumento affascinante e tremendo”, affermando anche: «Il tema dell’intelligenza artificiale è, tuttavia, spesso percepito come ambivalente: da un lato, entusiasma per le possibilità che offre, dall’altro genera timore per le conseguenze che lascia presagire»[5].
Uno sviluppo dell’IA che non sia nutrita di valori e non sia governata dalla persona umana, può condurre al rischio che si ponga l’attenzione ad uno sviluppo tecnologico finalizzato solo alla massimizzazione del profitto a scapito del bene comune. Con una visione ristretta e settoriale dell’innovazione, nella quale viene meno il rapporto con l’etica, si giunge inevitabilmente ad assumere una visione miope e frazionata, che non porta beneficio all’intera umanità ma solo ad alcuni.

È in quest’ottica che deve essere vista la Rome Call for AI Ethics: un documento ideato e promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita, che promuove l’approccio etico e responsabile nei confronti dell’IA, auspicando un futuro dove ogni individuo potrà beneficiare dei progressi della tecnologia, garantendo al contempo il rispetto della dignità di ogni individuo[6].
Alla luce di quanto fin ora detto, rimane un punto fermo: la responsabilità del governo delle macchine autoapprendenti, deve necessariamente essere prerogativa dell’uomo, di quell’uomo eticamente irreprensibile; solo così si può auspicare un futuro responsabile.
[1] Cf. L. Floridi, La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo, Raffaello Cortina Editore, Milano 2017.
[2] Cf. M. Chiriatti – M. Ganapini – E. Panai – M. Ubiali – G. Riva, «The case for human–AI interaction as system 0 thinking», in Nature Human Behaviour 8, 2024, DOI: https://doi.org/10.1038/s41562-024-01995-5.
[3] Cf. M. Farisco, «The ethical implications of indicators of consciousness in artificial systems», in Developments in Neuroethics and Bioethics 7, 2024, 191-204, DOI: https://doi.org/10.1016/bs.dnb.2024.02.009.
[4] Sui temi di innovazione ed etica mi permetto di rimandare ad alcuni scritti recenti nei quali ho affrontato alcuni aspetti di questa necessaria relazione: cf. N. Rotundo, Etica Armonica.Riflessioni per innovare l’economia e il lavoro, Rubbettino-Entopan, Soveria Mannelli 2023; Id., Harmonic Ethics. A Sapiential Theological Look at Harmonic Innovation, in F. Cicione – L. Felice – D. Marino (Editors), Harmonic Innovation. Super Smart Society 5.0 and Technological humanism (Lectures Notes in Networks and Systems, 282), Springer, Cham, Switzerland 2022, 9-22; Id., «Sul rapporto tra Etica e Innovazione», in F. Cicione (a cura di), Quattordici Lezioni sull’Innovazione ed il suo “intorno” (Harmonic Innovation), Rubbettino, Soveria Mannelli 2022, 15-36; Id., Verso un’ecologia economica, in Id. (a cura di), L’uomo al centro. Per un’ecologia integrata (Tra storia e religioni), Rubbettino, Soveria Mannelli 2021, 15-41.
[5] Francesco, Discorso alla sessione del G7 sull’intelligenza artificiale (14/06/2024), in https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2024/june/documents/20240614-g7-intelligenza-artificiale.html.
[6] Cf. V. Paglia, L’algoritmo della vita. Etica e Intelligenza Artificiale, Piemme, Milano 2024, in particolare 13-42.

