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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

L’intelligenza Artificiale per la Pubblica Amministrazione

Assistente digitale Camilla

L’intelligenza artificiale è stata presente, anche se in modo sporadico, nella Pubblica Amministrazione da diversi anni, principalmente attraverso sistemi basati su regole o machine learning tradizionale. Tuttavia, l’avvento della AI generativa ha rappresentato un significativo salto in avanti.       
Questa nuova forma di AI è in grado di creare dati, immagini, testi e persino applicazioni simulate in modo autonomo, aprendo nuove prospettive e soluzioni precedentemente impensabili. Questo livello di creatività e adattabilità, consentito dalla AI generativa, può rivoluzionare radicalmente l’approccio alla trasformazione digitale nella Pubblica Amministrazione. Le in house come il CSI Piemonte possono svolgere un ruolo cruciale per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale all’interno della macchina della Pubblica Amministrazione per cui il Consorzio lavora da oltre 45 anni.

I vantaggi e i rischi e dell’AI

L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nella PA promette di rivoluzionare l’efficienza e la qualità dei servizi offerti ai cittadini, perché automatizzando compiti ripetitivi, consente alle persone di concentrarsi su mansioni più complesse e ad alto valore aggiunto.

In secondo luogo, attraverso l’analisi di grandi quantità di dati, l’AI può identificare tendenze e modelli, contribuendo a migliorare la pianificazione urbana, la gestione del traffico, la prevenzione dei crimini e altri servizi pubblici. L’accessibilità poi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 è un altro aspetto positivo: assistenti virtuali e chatbot basati su IA possono fornire risposte rapide ai cittadini, migliorando l’accesso ai servizi e riducendo i tempi di attesa.

Tuttavia, con l’innovazione arrivano anche delle sfide e dei pericoli da affrontare. Una guida importante è arrivata proprio dall’Europa con l’introduzione dell’AI ACT che ha l’obiettivo di garantire uno sviluppo etico dell’Intelligenza Artificiale in Europa. Tra le questioni sollevate, c’è sicuramente il tema della privacy, in quanto l’uso dell’AI comporta la raccolta e l’analisi di grandi quantità di dati personali, sollevando legittime preoccupazioni sulla protezione dei dati dei cittadini.           
Non da meno è la sicurezza informatica: l’AI può essere vulnerabile ad attacchi informatici e alla manipolazione dei dati, con potenziali rischi per la sicurezza nazionale e la protezione dei dati sensibili.

Foto di Jason Goodman su Unsplash

Infine c’è il tema del diritto di autore e della proprietà intellettuale, perché l’utilizzo dell’AI generativa porta con sé rischi legati alle fonti che l’AI utilizza per la creazione di contenuti originali, siano questi testi o immagini. Queste fonti violano la privacy delle persone? Rielaborano contenuti protetti da copyright? È chiaro che, soprattutto, per una realtà legata alla Pubblica Amministrazione, questo è un tema della massima importanza e che deve essere gestito con la massima attenzione, a tutela di tutti.

I progetti di intelligenza Artificiale del CSI

Indubbiamente, non è più sostenibile procrastinare né limitarsi a sperimentare. L’Intelligenza Artificiale di nuova generazione costituisce un elemento imprescindibile che deve essere gradualmente implementato e diffuso all’interno di un’organizzazione come il CSI, operante nel settore della Pubblica Amministrazione.

Per questa ragione, il CSI ha focalizzato la sua attività su tre filoni di sviluppo: automazione intelligente dei processi, assistenti digitali conversazionali e soluzioni di data insight e analisi predittive
Quando parliamo di automazione intelligente dei processi ci riferiamo a evoluzione dell’automazione aziendale grazie all’AI. Parliamo di un mondo in cui le attività ripetitive del lavoro vengono svolte automaticamente, con molteplici vantaggi che vanno dall’aumento della produttività alla riduzione degli errori e dei costi operativi a una migliore qualità del lavoro. Ad oggi, ad esempio, utilizziamo lo smistamento automatico per le comunicazioni sul bollo auto della Regione Piemonte: sono 15.000 le comunicazioni all’anno che sono gestite con questo sistema.

Utilizziamo poi l’AI anche per ridisegnare l’interazione fra le persone e le pubbliche amministrazioni. Abbiamo realizzato Camilla, un’assistente digitale basata sull’intelligenza artificiale generativa.  È un avatar virtuale che “umanizza” l’interazione. Diventerà l’assistente personale dei cittadini affiancandoli nell’utilizzo dei servizi digitali e può essere utilizzata come concierge informativa on line, sui siti web o in totem nei luoghi fisici, per esempio con funzioni di accoglienza o per prenotare appuntamenti presso gli sportelli dei Comuni, grazie all’integrazione con sistemi gestionali esterni, come l’anagrafe.

Foto di Amy Hirschi su Unsplash

Possiamo in pratica immaginarla come una dipendente virtuale di un ente pubblico che aiuta a ridurre la distanza con la PA.

Infine, un’applicazione molto utile delle tecnologie di analisi predittiva dei dati è l’Urban Digital Twin: una replica digitale dinamica di una città o di una regione urbana. Grazie all’IA, non si tratta solo di una mera rappresentazione statica, ma di un modello che evolve in tempo reale, riflettendo le dinamiche reali dell’ambiente urbano. Questo permette una pianificazione e gestione più accurata di infrastrutture, servizi e risorse.        
In particolare, il CSI sta sperimentando sistemi di classificazione basati sull’IA per il riconoscimento delle culture agricole e l’uso del suolo. Queste innovazioni, integrate nel Digital Urban Twin, promettono di offrire strumenti di monitoraggio e intervento senza precedenti, come riconoscere e monitorare i tagli boschivi in modo più efficace, assicurando una gestione ambientale informata e sostenibile.           

Guardando al futuro, il CSI Piemonte ha visioni audaci. Immaginate un mondo in cui ogni cittadino può avere un assistente virtuale pronto ad aiutarlo nella navigazione dei servizi pubblici, dalla prenotazione di appuntamenti alla richiesta di certificati. Questa visione non solo promette di migliorare l’efficienza, ma di ridurre anche il digital divide, assicurando che anche le categorie più vulnerabili, come gli anziani, possano beneficiare della digitalizzazione.

Le iniziative del CSI illustrano la potenza della combinazione tra tecnologia e servizio pubblico. La loro visione proattiva e il loro impegno nella ricerca e nello sviluppo potrebbero benissimo tracciare il cammino per la Pubblica Amministrazione del futuro. In un mondo in cui le aspettative dei cittadini sono in continua evoluzione, iniziative come queste non solo rispondono ai bisogni attuali, ma anticipano anche quelli futuri, garantendo un servizio pubblico all’avanguardia e al servizio di tutti.

Immagine: Foto dell’assistente digitale Camilla

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