L’Unione Europea valuta di introdurre dal 2030 un limitatore di velocità automatico e non disattivabile. Oggi le nuove auto sono dotate del sistema ISA che utilizza algoritmi di visione artificiale integrati nelle telecamere per la lettura della segnaletica stradale e avvisa il conducente con un segnale acustico quando supera i limiti. La nuova norma segnerebbe un cambio di passo: l’elettronica taglierebbe la potenza del motore per rallentare il veicolo. L’obiettivo è ridurre gli incidenti mortali, attribuiti per il 30% all’eccesso di velocità.
L’iniziativa si scontra tuttavia con perplessità legate all’accuratezza tecnica. I test del centro britannico Thatcham Research dimostrano che l’affidabilità dei sensori crolla durante i cambi di limite, scendendo sotto il 75%. Un errore della centralina rischia di provocare frenate improvvise in autostrada, creando pericoli di tamponamento e impedendo manovre d’emergenza come i sorpassi.
L’integrazione di un limitatore di velocità così invasivo farà anche salire i prezzi delle auto, rallentando il ricambio di veicoli già vecchi. Il dibattito resta aperto tra esigenze di sicurezza e controllo umano alla guida.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (22/07/2025).

