Martin Scorsese, 83 anni e una carriera da leggenda, ha deciso di abbracciare l’intelligenza artificiale. Il regista di Taxi Driver e Goodfellas è diventato consulente di Black Forest Labs, startup specializzata in IA generativa, e ha dichiarato di utilizzarla per creare storyboard in fase di pre-produzione: immagini istantanee che gli permettono di comunicare la sua visione al team creativo in modo più rapido ed efficace.
“Il cinema ha solo 125 anni — dobbiamo restare aperti alla sua evoluzione“, ha dichiarato. Una posizione coerente per chi ha già sperimentato il 3D con Hugo e il ringiovanimento digitale nel film The Irishman. Ma non tutti applaudono: Karla Ortiz, concept artist di Avengers e Black Panther, lo accusa di “gettare sotto un autobus” gli storyboard artist, i cui lavori potrebbero aver alimentato gli stessi modelli IA ora usati per sostituirli. Duro anche il regista Samuel Deats: “Uno storyboard si fa in secondi, non serve l’IA“.
Il dibattito, dunque, è aperto. Ad esempio, Spielberg la vede come uno strumento utile, Del Toro dice che preferirebbe morire piuttosto che usarla, ma una cosa è certa: Hollywood non può più ignorare la questione.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (11/01/2026).

