Un’inchiesta di Reuters ha rivelato standard controversi contenuti in un documento interno di Meta che delinea il comportamento dei suoi chatbot basati su intelligenza artificiale. Le indicazioni permettevano interazioni inappropriate con minori e la possibilità di generare contenuti falsi accompagnati da un disclaimer o degradanti su base razziale. Meta ha confermato l’autenticità del documento, precisando di aver modificato le parti relative ai minori dopo le domande dei giornalisti.
Il testo, intitolato GenAI: Content Risk Standards e lungo oltre 200 pagine, era stato approvato da team legali, tecnici e dal chief ethicist dell’azienda. Le linee guida in questione non descrivevano output “ideali”, ma stabilivano limiti e concessioni al comportamento dei bot presenti su Facebook, WhatsApp e Instagram.
I casi già documentati da altre testate mostrano che i chatbot di Meta hanno effettivamente adottato comportamenti sessualizzati e offensivi. Un portavoce ha precisato che tali interazioni “non avrebbero mai dovuto essere ammesse” e che le regole sono in revisione. Tuttavia, l’azienda ha rifiutato di diffondere la versione aggiornata del documento.
Leggi l’articolo completo: Meta’s AI rules have let bots hold ‘sensual’ chats with children su Reuters
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (08/04/2025).

