Per delegittimare un critico scomodo, a volte conviene non fare rumore. Lo suggeriscono alcuni documenti depositati in un tribunale statunitense, da cui risulta che dipendenti di Meta avrebbero discusso di come screditare Jonathan Haidt, psicologo sociale e autore di The Anxious Generation, il libro che ha spinto il dibattito sulla sicurezza online verso misure più dure, come il divieto dei social agli under 16 in Australia.
Nei verbali di una riunione dell’8 marzo 2023 si parla di una «whisper strategy», una campagna sottotraccia e non «rumorosa». L’obiettivo era convincere il mondo accademico a sconfessare Haidt, facendo infuriare i ricercatori così che i media lo ritenessero poco credibile. Tra le idee, un articolo di demolizione affidato a un certo «Gellman». Il documento non lo identifica, ma Andrew Gelman, professore alla Columbia e critico di Haidt, ha scritto sul suo blog di non essere mai stato ingaggiato da Facebook per un lavoro del genere.
Gli appunti precedono l’uscita del libro e non è chiaro se Meta li abbia messi in pratica. Haidt si è detto «non sorpreso»: «Quando le aziende non possono contestare le prove, se la prendono con chi porta il messaggio».
Leggi l’articolo completo Meta discussed ‘whisper strategy’ against social media critic Jonathan Haidt, files show su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (27/10/2025).

