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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Meta ed eredità digitale post-mortem

immagine astratta di corpo di un defunto con pagina di facebook aperta- eredità digitale e meta.

Eredità digitale e algoritmi si fondono nel brevetto di Meta approvato a fine 2025. Il documento descrive un sistema destinato alla gestione dei profili degli utenti deceduti, con la possibilità di convertirli in agenti conversazionali attivi. L’ipotesi tecnica prevede l’elaborazione dei dati accumulati nel tempo tramite interazioni come post, messaggi, reazioni per generare risposte coerenti con lo stile comunicativo originario. Non si configura come semplice archivio, ma come replica funzionale basata su modelli addestrati sui contenuti storici.

Il progetto, associato ad Andrew Bosworth, indica l’obiettivo di mantenere continuità operativa all’interno della piattaforma, evitando che il profilo diventi uno spazio inattivo. Le proiezioni demografiche stimano che entro il 2070 i profili dei defunti su Facebook potrebbero superare quelli degli utenti vivi, con implicazioni organizzative rilevanti. In questo quadro, l’eredità digitale assume una dimensione infrastrutturale oltre che simbolica.

Meta, con sede a Menlo Park, ha precisato che non è prevista un’applicazione immediata. Il brevetto, tuttavia, definisce un orientamento strategico: integrare la gestione postuma degli account nei processi automatizzati della piattaforma. La simulazione dell’identità viene trattata come funzione tecnica regolata da parametri e dataset.

Leggi l’articolo completo “Il brevetto di Meta per «resuscitare» i profili dei deceduti su Facebook con l’AI. L’azienda precisa: non daremo seguito all’idea” su Il Corriere della Sera.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/03/2026).

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