Strike 3 Holdings, produttrice di film per adulti, ha recentemente accusato Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg che riunisce Facebook, Instagram e WhatsApp, di aver scaricato illegalmente migliaia di titoli protetti da copyright tramite la rete BitTorrent per addestrare i propri sistemi di intelligenza artificiale, tra cui Meta Movie Gen e LLaMA.
La denuncia, presentata presso la Corte Distrettuale della California, sostiene che Meta avrebbe svolto queste attività dal 2018 nonostante Strike 3 le avesse già fatto presente che stava scaricando i loro film senza autorizzazione. Meta non solo avrebbe continuato a farlo, ma avrebbe ricorso addirittura a indirizzi IP mascherati per eludere le indagini. Strike 3 chiede quindi un risarcimento di oltre 350 milioni di dollari, calcolato in base a 150 mila dollari per ciascun film scaricato.
Il motivo dietro l’uso di questi contenuti per adulti risiede nel loro valore per migliorare la capacità dell’IA nel riprodurre movimenti umani naturali, espressioni facciali complesse e scene continue, elementi difficili da ottenere con video tradizionali. Tuttavia, questa pratica solleva anche preoccupazioni etiche riguardo alla possibile amplificazione di stereotipi degradanti e alla potenziale esposizione di minorenni a materiale esplicito, a causa della mancanza di controlli sull’età nelle attività di condivisione P2P.
Va segnalato che Strike 3 è nota per essere un “copyright troll” per via del grande numero di azioni legali avviate (oltre 17 mila in otto anni), spesso con l’obiettivo di ottenere risarcimenti fuori dai tribunali.
Nel frattempo, Meta è coinvolta anche in un’altra denuncia per aver scaricato illegalmente oltre 81 terabyte di libri protetti, alimentando le preoccupazioni sul metodo di raccolta dati adottato dalla società per alimentare i propri algoritmi di IA.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (17/12/2024).

