Negli Stati Uniti, la startup californiana Embodied ha lanciato nel 2020 Moxie, un piccolo robot dotato di intelligenza artificiale progettato per aiutare i bambini neurodivergenti a sviluppare abilità relazionali. Basato su studi accademici, il dispositivo si è diffuso tra le famiglie americane per offrire ai minori un affiancamento costante nella gestione delle emozioni e della conversazione.
A frenare l’efficacia di Moxie hanno contribuito: la grande eterogeneità delle neurodivergenze, i tempi di risposta vocale troppo lenti e i dubbi sulla privacy dei dati domestici. Gli esperti hanno poi sottolineato come l’interazione con l’automa non garantisca un reale miglioramento delle capacità sociali nel mondo reale.
Nel 2024 la crisi finanziaria dell’azienda e l’impossibilità di sostenere i server cloud hanno provocato lo spegnimento dei dispositivi. L’improvvisa disattivazione ha generato una viva sofferenza nei bambini affezionati al robot. Il dibattito si incentra sull’obsolescenza commerciale delle tecnologie sanitarie ed educative rivolte ai minori.
Leggi l’articolo completo “What happens when a kid’s robot best friend dies?” su MIT Technology Review.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (31/08/2026).

