La storica Kim Phillips-Fein pubblica “Country of Lords”, saggio sulla disuguaglianza che ripercorre due secoli di storia americana, dai Padri fondatori ai magnati della tecnologia. Il libro esce mentre gli Stati Uniti celebrano i 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza, in un clima segnato da forti squilibri economici. Phillips-Fein osserva come la parabola di Elon Musk susciti timore e disagio diffusi in un paese sempre più diviso.
Tra i protagonisti compaiono John Adams, scettico verso le derive egualitarie della Rivoluzione francese, e Andrew Carnegie, convinto della concentrazione di ricchezza pur consapevole dei rischi sociali. Il libro analizza anche i teorici della superiorità razziale, da Fitzhugh a Stoddard, e William Shockley, coinventore del transistor scivolato verso pseudoscienza razzista.
Secondo Phillips-Fein, quella temperie nasce spesso in risposta al movimento per i diritti civili, negando le radici storiche della povertà nera. Il quadro si sposta poi sui tech titans contemporanei. Peter Thiel riprende le teorie di Schumpeter sui monopoli innovativi, sostenendo che solo chi rompe con le istituzioni tradizionali merita di dominare il mercato.
Leggi l’articolo completo “Social Darwinists to tech bros: tracing the long fight against equality in US” su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/07/2026).

