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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Nell’occhio dell’algoritmo. Storia e critica dell’intelligenza artificiale

Su sfondo bianco, il titolo è in nero nella parte superiore. Al centro una composizione di forme geometriche colorate si intreccia con l’immagine stilizzata di un occhio, richiamando il tema dell’algoritmo e della visione artificiale.

di Matteo Pasquinelli

Che cos’è l’intelligenza artificiale? In molti credono si tratti di un progetto per replicare l’intelligenza umana basato sulla logica segreta della mente o sulla fisiologia profonda del cervello e delle sue reti neurali. In questo volume, al contrario, si sostiene che il codice interno dell’IA non imita l’intelligenza biologica, ma l’intelligenza del lavoro e delle relazioni sociali, come tra l’altro confermato già dai Calculating Engines ideati da Charles Babbage a metà Ottocento e ancor oggi dagli algoritmi per il riconoscimento di immagini, per la sorveglianza e per la generazione di testi.

L’idea che un giorno l’IA possa diventare autonoma o senziente è perciò pura fantasia, poiché gli algoritmi hanno sempre emulato nella loro struttura la forma delle relazioni sociali e l’organizzazione del lavoro, e il loro scopo rimane cieca automazione. Alla luce di ciò, l’autore invita scienziati, giornalisti e attivisti a sviluppare una nuova consapevolezza dell’IA, riconoscendo che il suo “mistero” non è altro che l’automazione del lavoro su grande scala, non l’intelligenza in sé.

Maggiori informazioni sul sito dell’editore: Carocci

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