• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Niente royalty su Tidal per la musica generata dall’IA

un paio di cuffie appoggiate vicino a un pc portatile. Immagine astratta stile acquarello, toni blu e azzurri.

Tidal, app di streaming musicale, si è costruita una reputazione collaborando con gli artisti e puntando sulla qualità audio. Il servizio ha annunciato che a partire dal 15 luglio non riconoscerà royalty alla musica generata dall’IA in modo integrale. Questa direzione è opposta rispetto a quella di Spotify.

Secondo Tidal, la priorità resta garantire che i proventi vadano a opere originali prodotte, scritte ed eseguite da persone. La piattaforma non rimuoverà i brani realizzati con l’intelligenza artificiale, ma li etichetterà e li sottoporrà a controlli più rigorosi, affidandosi a un partner esterno per l’identificazione. Per “interamente generato dall’IA” si intende un brano in cui ogni componente è creato con strumenti generativi.

Spotify, intanto, prosperano progetti come The Velvet Sundown e Breaking Rust, gruppi virtuali con milioni di ascolti, e mentre la piattaforma ha stretto un accordo con Universal per far creare agli utenti varianti dei brani dei propri artisti preferiti. Rimane il dubbio su come trattare la musica generata da modelli addestrati con licenze regolari.

Leggi l’articolo completo “Tidal Says It Won’t Pay Royalties for AI-Generated Music” su 404 Media.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (25/11/2024).

Esplora altri articoli su questi temi