I ricavi derivanti dalle multe per cinture di sicurezza nel Nuovo Galles del Sud (in Australia) sono esplosi del 1.400% nell’anno fiscale 2024-25, passando da 3,7 milioni di dollari a quasi 59 milioni, grazie all’introduzione di telecamere AI in grado di controllare 140 milioni di veicoli.
La maggior parte dei conducenti e dei passeggeri rispetta la normativa, ma lo 0,09% dei casi ha commesso infrazioni, nella maggior parte dei casi indossando la cintura in modo errato.
Le telecamere, integrate con sistemi di IA, fotografano le violazioni e il materiale viene poi verificato dal personale di Revenue NSW prima dell’emissione delle multe, che ammontano a oltre 400 dollari ciascuna e comportano tre punti decurtati dalla patente.
Alcuni cittadini, tuttavia, hanno ricevuto più multe consecutive per errori dovuti a conformazioni fisiche particolari o condizioni mediche, preoccupando circa l’automazione nella sanzione delle infrazioni.
Le autorità difendono l’uso della tecnologia come strumento di prevenzione, sostenendo che normalmente le multe dovrebbero calare man mano che gli automobilisti si adeguano. Tuttavia, il numero di decessi stradali nel 2025 resta superiore rispetto all’anno precedente, con 251 vittime contro 208, alimentando il dibattito sull’efficacia delle telecamere AI rispetto al controllo tradizionale da parte della polizia. Altre critiche arrivano anche sul piano della privacy.
Leggi l’articolo completo: Revenue from seatbelt fines spikes 1,400% in NSW as AI cameras peer into 140m cars su theguardian.com
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/06/2025).

