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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

O3 e o4-mini riconoscono posizione da foto, il trend e i rischi

illustrazione di una strada di una città

La capacità di o3 e o4-mini di riconoscere la posizione e i luoghi a partire da immagini sta alimentando un fenomeno simile a una versione reale del gioco GeoGuessr, diventando un vero e proprio trend online. I due nuovi modelli di intelligenza artificiale di OpenAI sono dotati di abilità di analisi particolarmente avanzate che permettono loro di interpretare anche fotografie sfocate o distorte. Tra le capacità emerse, spicca quella di dedurre la posizione geografica raffigurata, anche da indizi visivi minimi, come insegne, menù o scorci urbani.

Sempre più utenti stanno testando queste funzioni su X e altri social. Caricando foto di quartieri, locali o facciate, l’IA riesce in molti casi a individuare con precisione città, ristoranti o bar. Per quanto questa possibilità fosse già parzialmente presente nei modelli precedenti, o3 si distingue per accuratezza e rapidità, pur commettendo errori e mostrando limiti in alcune circostanze.

Il trend porta con sé anche rischi non trascurabili. La facilità con cui o3 e o4 mini possono dedurre la posizione di persone da immagini condivise sui social media apre la strada a potenziali abusi, incluso il doxxing – la pratica di rivelare pubblicamente informazioni personali di un individuo senza consenso. Nulla impedisce infatti a un malintenzionato di usare una foto presa da un social per tentare un’identificazione del tutto non autorizzata.

Nonostante i rischi evidenti, OpenAI non sembra aver implementato tutele specifiche contro questo tipo di “ricerca inversa della posizione” all’interno di ChatGPT, né ha affrontato la questione nel rapporto sulla sicurezza dei nuovi modelli.

Leggi l’articolo completo “The latest viral ChatGPT trend is doing ‘reverse location search’ from photos” su TechCrunch

Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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