Indossi i tuoi Ray-Ban Meta, avvii la registrazione convinto che tutto resti privato. Ma non è necessariamente così. Un’inchiesta dei giornali svedesi Svenska Dagbladet e Goteborgs-Posten, difatti, ha rivelato che i video catturati dagli smart glasses di Meta possono essere visionati da operatori umani. A farlo sarebbe il personale di Sama, una società con sede in Kenya incaricata da Meta di analizzare i filmati per migliorare le proprie intelligenze artificiali.
Meta ha confermato i risultati dell’inchiesta, precisando però che la revisione umana scatta solo quando l’utente interagisce attivamente con Meta AI, non quando i contenuti restano sul dispositivo. Il punto è che tutto ciò è scritto nei termini del servizio: accettandoli, l’utente autorizza Meta a esaminare le interazioni in modo automatico o manuale.
Il problema, però, è che non sempre gli utenti sanno cosa stanno registrando. Un lavoratore anonimo di Sama ha dichiarato di aver visto ambienti domestici, corpi nudi e persino scene intime, senza contare i rischi legati all’esposizione involontaria di dati sensibili, come credenziali bancarie inquadrate per errore.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (17/09/2025).

