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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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I nuovi modelli di OpenAI e Anthropic: GPT-6 Sol, GPT-6 Luna e Claude Opus 5.5

immagine astratta di una rete neurale

Martedì 22 settembre OpenAI e Anthropic hanno lanciato i loro nuovi modelli di intelligenza artificiale, a meno di due ore di distanza l’una dall’altra.

OpenAI ha annunciato GPT-6 Sol e Luna, versioni aggiornate dei modelli più leggeri della famiglia GPT-6. Stando alla descrizione fornita dall’azienda, Sol è rivolto ai compiti più complessi, dal coding al knowledge work, mentre Luna punta su attività ad alto volume come sintesi, estrazione di informazioni e risposte rapide. Secondo OpenAI, i nuovi modelli migliorano soprattutto su efficienza, costi e affidabilità. L’accesso via API costa circa la metà rispetto alla generazione 5.6 e Sol registrerebbe un numero di errori fattuali sensibilmente inferiore rispetto al predecessore.

Solo 90 minuti prima, Anthropic aveva presentato Claude Opus 5.5, una nuova versione del suo modello di punta più veloce, meno costosa e, secondo l’azienda, capace di superare Fable in diversi benchmark. Anthropic promette anche uno stile di risposta più chiaro e diretto, insieme a salvaguardie rafforzate per gli ambiti più sensibili. Lato sicurezza, dichiara che il training di Opus 5.5 è in linea con quello dei modelli precedenti, includendo test di allineamento e valutazioni pre-rilascio condotte anche da organizzazioni esterne come METR e Frontier Design. L’azienda ha poi evidenziato di essere al lavoro su sistemi di addestramento e valutazione più avanzati per i futuri modelli.

I nuovi lanci seguono di poco più di due settimane l’appello del CEO di Anthropic Dario Amodei a rallentare il ritmo dello sviluppo dei modelli di frontiera, che sta alimentando un intenso dibattito focalizzato soprattutto sui rischi esistenziali, e la lunga serie di episodi riguardanti violazioni eseguite da agenti IA, spesso fuoriusciti dagli ambienti di test.

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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (21/04/2025).

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