OpenAI ha annunciato test per l’introduzione di annunci pubblicitari mirati per gli utenti dei piani gratuiti e Go di ChatGPT. La mossa rappresenta una strategia di monetizzazione per l’azienda, valutata 500 miliardi di dollari, per sostenere l’accesso gratuito al servizio e generare ricavi da chi non sottoscrive un abbonamento premium. Gli annunci saranno inizialmente testati negli Stati Uniti sugli account dei piani Free e Go (quest’ultimo appena lanciato a 8 dollari al mese), mentre gli abbonamenti Plus, Pro, Business ed Enterprise resteranno senza pubblicità.
Le pubblicità appariranno in fondo alle conversazioni, contestualizzate rispetto agli argomenti discussi. Secondo quanto comunicato dall’azienda, gli utenti potranno rimuovere singoli annunci, consultare le motivazioni della loro visualizzazione e disattivare la personalizzazione. OpenAI si è impegnata a non mostrare ads a minori di 18 anni e a non vendere dati utente agli inserzionisti, garantendo l’indipendenza delle risposte del chatbot dalle sponsorizzazioni. Sono inoltre escluse pubblicità su temi sensibili come salute mentale e politica.
La strategia potrebbe generare un duplice vantaggio economico: ricavi pubblicitari diretti e una potenziale migrazione verso abbonamenti premium da parte di utenti infastiditi dai contenuti promozionali. OpenAI ha giustificato la scelta affermando che l’implementazione pubblicitaria supporta la missione aziendale, ovvero far sì che l’AGI “benefici tutta l’umanità”.
Leggi gli articoli completi:
- ChatGPT users are about to get hit with targeted ads su TechCrunch
- Our approach to advertising and expanding access to ChatGPT sul blog di OpenAI
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (16/04/2025).

