OpenAI sta ritirando i custom GPT (chatbot personalizzati costruiti dagli utenti con istruzioni in linguaggio naturale) e sostituendoli gradualmente con i plugin, con cui ChatGPT potrà caricare istruzioni, competenze e collegamenti alle app esterne. Sugli account personali Free, Go, Plus e Pro non è più possibile creare o pubblicare nuovi GPT, mentre quelli già esistenti restano attivi. Per gli account Enterprise OpenAI ha annunciato uno strumento di migrazione dedicato da settembre 2026 e il ritiro definitivo entro dicembre, salvo modifiche al calendario.
Più che l’interfaccia, il cambiamento riguarda l’architettura sottostante. Le istruzioni di un GPT diventano una skill, ovvero un modulo di procedure riutilizzabili, indipendente dal modello. Le app collegate, come Gmail, Drive e Slack restano componenti separati che ChatGPT carica quando servono. Le Custom Actions, le integrazioni API costruite su misura, dovranno spesso essere ricostruite tramite connettori supportati o server MCP (Model Context Protocol, lo standard che permette a un modello di richiamare strumenti esterni in modo uniforme). Conversation starter e conversazioni pregresse rischiano di non essere trasferiti integralmente.
Il modello richiama l’impostazione già adottata da Anthropic con le Skill di Claude, che permettono di costruire competenze e strumenti modulari da applicare di volta in volta.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (22/04/2026).

