Oracle taglia migliaia di posti di lavoro mentre accelera gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Difatti, la società da 420 miliardi di dollari, con sede ad Austin, Texas, e presieduta dal miliardario Larry Ellison — vicino a Donald Trump e sesta persona più ricca al mondo secondo Forbes — ha avviato i licenziamenti martedì scorso: su 162.000 dipendenti totali, circa 10.000 avrebbero già perso il lavoro, stando a quanto riferito dalla BBC.
A confermarlo vi è anche Michael Shepherd, senior manager dell’azienda non coinvolto dai tagli, che su LinkedIn ha parlato di una «significativa riduzione del personale», con effetti su ingegneri, architetti, responsabili operativi e specialisti di infrastrutture cloud e sistemi enterprise. I licenziamenti sono stati comunicati via email, con una formula che richiamava «esigenze aziendali» e «riorganizzazione strutturale».
La mossa, dunque, si inserisce in una strategia di espansione massiccia sui datacenter, infrastrutture ormai essenziali per l’IA, per competere con giganti come Alphabet e Amazon. Tra i progetti, un accordo da 300 miliardi con OpenAI e 50 miliardi di nuovo debito, con costi di ristrutturazione previsti fino a 2,1 miliardi entro il 2026. Nel settore tech, intanto, oltre 70 aziende hanno già tagliato quasi 40.500 posti dall’inizio dell’anno, mentre Meta starebbe pianificando riduzioni che potrebbero colpire oltre il 20% del suo organico.
Leggi l’articolo completo US tech firm Oracle cuts thousands of jobs as it steps up AI spending su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (07/04/2026).

