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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Il Paradosso di Epimenide: l’IA tra segreti e coscienza umana

Il Paradosso di Epimenide.

Giorgio Morandini lavora al Centro delle Ricerche per le Scienze Cognitive, una struttura isolata che si occupa di frontiere digitali e neurologiche. La sua vita professionale segue binari ordinari fino a un’estate torrida, quando Tommaso Corti, un collega dai metodi poco ortodossi, lo coinvolge in una sperimentazione estrema. L’idea è quella di superare i limiti dell’intelligenza artificiale tradizionale utilizzando un supporto biologico reale: un cervello umano donato alla scienza. La creatura che ne deriva viene chiamata Berny. Il fine ultimo dell’esperimento è tecnico e filosofico insieme: dimostrare che un sistema ibrido può gestire le contraddizioni logiche della mente umana, affrontando quei limiti di incompletezza descritti dal teorema di Gödel che le macchine standard non riescono a superare.

Sabotaggio e dinamiche di potere nel Centro Ricerche

Il progetto sembra procedere secondo i piani, mentre nella vita di Giorgio riemerge Alessandra, una figura legata a un passato sentimentale mai del tutto risolto. Tuttavia, l’apparente successo scientifico si interrompe bruscamente a causa di un evento inaspettato che blocca l’intera attività del Centro. Quello che era un ambiente asettico e rigoroso si trasforma in uno scenario dominato da sospetti e reticenze. Qualcuno ha interesse a sabotare la nascita di Berny. Giorgio si trova costretto a indagare non solo sui protocolli tecnici, ma sulla reale identità del donatore e sulle motivazioni oscure dei suoi stessi colleghi. La narrazione si sposta così verso i canoni del thriller psicologico, dove l’accuratezza della ricerca scientifica si scontra con l’ambiguità del comportamento umano e le tensioni interne a un’istituzione che nasconde più di quanto dichiari.

La competenza tecnica di Francesconi al servizio della narrativa

La particolarità del libro deriva in gran parte dal profilo dell’autore. Enrico Francesconi non è un semplice appassionato, ma un ingegnere informatico e ricercatore del CNR con una solida esperienza internazionale, attualmente attivo presso il Parlamento Europeo. Questa competenza professionale traspare nella capacità di trattare la matematica e l’IA non come elementi decorativi, ma come parte integrante della trama. Il romanzo, pur restando una narrazione ibrida tra giallo e fantascienza, evita i tecnicismi sterili per concentrarsi sulla gestione del caos emotivo e razionale. Elementi come il tennis vengono inseriti come metafore strategiche per descrivere i conflitti interiori del protagonista. Ne emerge una riflessione sulla coscienza che non pretende di fornire risposte definitive, ma che utilizza il linguaggio scientifico per indagare la fragilità delle relazioni e l’irriducibilità dell’identità umana rispetto a qualsiasi algoritmo.

Immagine di copertina presa dal sito IBS.

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