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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Perché una licenza professionale ti salverà dall’IA

un ufficio con diverse persone che lavorano alle loro scrivanie

Quando ero all’università senza sapere cosa fare della mia vita, mio padre mi diede un consiglio: diventa commercialista certificato. “Le persone avranno sempre bisogno di qualcuno per le tasse e la consulenza finanziaria e con una licenza puoi sempre mettere il cibo in tavola” mi disse. Era un buon consiglio, tanto che l’ho dato anche io ai miei figli, sostiene Gene Marks.

Al giorno d’oggi, sebbene gli ordini professionali siano sotto esame e ci sono iniziative in corso per limitarne il potere, il consiglio dell’autore resta inviariato: ottenere una licenza. Difatti, l’intelligenza artificiale e i robot miglioreranno la produttività, ma dovranno essere gestiti da professionisti autorizzati e, per fare ciò, è fondamentale che sia una licenza governativa e non un certificato di qualche college che si ottiene pagando una quota. Una licenza statale certifica competenza attraverso esami e formazione continua, portando credibilità, salari più alti e la possibilità di avviare un’attività.

D’altro canto, invece, chi lavora senza licenza, come, ad esempio, addetti al servizio clienti, sviluppatori software, personale di marketing, saranno sostituiti dall’intelligenza artificiale. Dunque, secondo Gene Marks, lo scenario futuro amplierà una frattura sociale, già esistenza ma che verrà di certo amplificata, tra chi fa lavori manuali e chi, invece, si trova ad avere a che fare con la mente sul posto di lavoro.

Leggi l’articolo completo Want job security in the age of AI? Get a state license – any state license su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (09/05/2025).

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