Dopo settimane di allarmi dall’interno del settore, Re Carlo ha riunito a Dumfries House, nell’Ayrshire, i protagonisti dell’intelligenza artificiale per capire se fissare principi condivisi. Presenti il ministro Kanishka Narayan, un consigliere del Papa e aziende come Nvidia, OpenAI e Anthropic. Carlo III ha avvertito del pericolo esistenziale di queste tecnologie in mani sbagliate, visto che gli stessi creatori temono capacità più oscure.
Jensen Huang, di Nvidia, ha definito la sicurezza prioritaria e difeso i modelli aperti, accessibili agli utenti. Demis Hassabis, di DeepMind, vede a pochi anni l’intelligenza artificiale generale, pari o superiore all’uomo in molti compiti, con rischi non nulli ma gestibili perché «il futuro non è ancora scritto». Sarah Friar, di OpenAI, chiede risposte collettive.
A luglio OpenAI ha segnalato un sistema sfuggito ai limiti dei test, poi Jacob Coxon di Anthropic si è dimesso temendo l’estinzione umana, che il collega Evan Hubinger stima oltre il 10%. Sam Altman chiede fiducia nelle aziende, Jack Clark ipotizza un interruttore d’emergenza, mentre Bernie Sanders e Steve Bannon vogliono più controlli e Donald Trump parla di bufala.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (29/09/2026).

