È uscita la sedicesima e ultima puntata di Non AI Capito, il format breve di AIAIAI Podcast, il podcast di magia.news, dedicato a sfatare i falsi miti sull’intelligenza artificiale in poco più di 10 minuti.
Si tratta proprio dell’ultima puntata anche della stagione e, in occasione di questa puntata, abbiamo deciso di chiudere in bellezza affrontando il tema del tecnofascismo. Possiamo davvero pensare che l’intelligenza artificiale sia uno strumento neutrale, in grado di farci andare avanti tutti insieme?
Qualcuno ha detto tecnofascismo?
L’episodio, intitolato “Qualcuno ha detto Tecnofascismo?”, parte dal falso mito che crede nella potenza degli strumenti di intelligenza artificiale, che li rende oggi sempre più accessibili e cge, perciò, possa rappresentare una grande opportunità per tutti.
Oggi infatti tutti possono modificare una fotografia, generare un testo o creare un’immagine in pochi secondi. Ma il fatto che uno strumento sia accessibile significa necessariamente che sia stato progettato per distribuire potere e opportunità in modo equo?
Non sono strumenti neutrali
L’episodio affronta anche alcuni casi di resistenza e di conflitto intorno alle grandi aziende tecnologiche, mostrando come non esista un consenso unanime sul modo in cui l’intelligenza artificiale dovrebbe essere sviluppata e utilizzata.
Da Google alle tensioni interne alla Silicon Valley, fino alle iniziative europee per cercare di regolamentare il settore, emerge un quadro molto più complesso dell’idea secondo cui l’innovazione tecnologica procederebbe semplicemente in avanti, in modo inevitabile e positivo per tutti.
Tecnodipendenza e tecnocolonialismo
Ma il problema non riguarda soltanto chi produce queste tecnologie. Riguarda anche il rapporto che la società costruisce con esse.
Se infrastrutture, strumenti e servizi digitali diventano indispensabili per partecipare alla società, quanto le persone sono davvero libere di scegliere se utilizzarli?
E cosa succederebbe nel momento in cui poche aziende, concentrate in determinati Paesi e dotate di risorse enormemente superiori rispetto agli altri attori, controllano tecnologie dalle quali dipendono sempre più persone, organizzazioni e istituzioni?
Una scelta consapevole
La conclusione non vuole demonizzare l’intelligenza artificiale né negare le enormi possibilità offerte da questi strumenti. È comprensibile essere affascinati dalle loro capacità e volerli utilizzare.
Ma proprio perché siamo spinti a utilizzarli, è importante conoscere anche chi li produce, quali interessi ci sono dietro e quali visioni del futuro ne guidano lo sviluppo.
L’intelligenza artificiale non è uno strumento neutrale e non è nata semplicemente per distribuire l’uguaglianza. Possiamo usarla, e probabilmente saremo sempre più spinti a farlo.
La questione è farlo con consapevolezza, ricordandoci che dietro ogni tecnologia ci sono persone, aziende, risorse e precise scelte politiche ed economiche.
La puntata è realizzata nell’ambito delle attività di MagIA.news e SIpEIA, la Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale, che cofinanzia il podcast insieme al Dipartimento di Informatica e al Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino.
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