I robot potranno mai essere aggraziati? Lo YouTuber britannico James Bruton ha provato a scoprirlo costruendo un gigantesco AT-AT di Star Wars cavalcabile. Una volta terminato, si è filmato vestito da Stormtrooper mentre lo guidava sul campo da tennis di un amico. Il risultato? “È piuttosto lento,” ammette, anche se ora sta lavorando a una versione bipede che richiederà gambe ancora più reattive per mantenere l’equilibrio.
Difatti, per dare vita a un robot, gli attuatori sono essenziali, ma il problema è che i componenti attuali sono ancora lontani dai muscoli che permettono agli animali di muoversi con grazia ed efficienza. Come spiega Mike Tolley dell’Università della California, per molto tempo i robotici hanno usato motori a corrente continua, ottimi per far girare ventilatori ma inadeguati per movimenti che richiedono forza e coppia. Ad esempio, se un braccio robotico oscillasse verso di te, vorresti fermarlo immediatamente senza farti male e questo, però, richiede attuatori retroazionabili, una capacità che molti componenti semplici non hanno.
Per questi motivi, aziende come Schaeffler e Hyundai Mobis stanno sviluppando nuove generazioni di attuatori più efficienti. Tuttavia, la vera rivoluzione potrebbe venire da approcci radicalmente diversi: Tolley sperimenta robot morbidi alimentati ad aria, mentre l’agenzia Aria finanzia ricerche su attuatori in elastomeri simili a muscoli animali con l’obiettivo finale di dar vita a robot aggraziati e che riproducono la sinuosità dei nostri movimenti.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/08/2025).

