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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Riconoscimento facciale: 100 milioni di persone escluse dall’IA

riconoscimento facciale e bias algoritmico.

Il riconoscimento facciale, nato per semplificare l’accesso ai servizi, sta diventando una barriera concreta per milioni di persone con tratti del volto atipici, ci si riferisce a malformazioni, voglie o tratti asimmetrici. Circa 100 milioni di individui nel mondo si trovano esclusi dai sistemi automatici, con difficoltà ad accedere a documenti ufficiali, conti bancari o servizi pubblici essenziali. Gli algoritmi, addestrati su volti “normali”, misurano proporzioni e simmetria, e chi non rientra in questi parametri rischia di restare invisibile.

Le conseguenze del riconoscimento facciale si estendono ben oltre gli sportelli. Il problema interessa diversi servizi, dai sistemi di verifica online alle applicazioni finanziarie, fino ai social media e ai filtri fotografici. Molti utenti con differenze facciali non riescono a completare procedure essenziali come il controllo dell’identità o l’accesso a conti e documenti digitali. L’impossibilità di essere riconosciuti dai sistemi automatici aumenta l’isolamento e amplifica l’esclusione sociale.

Face Equality International invita aziende e istituzioni a intervenire affermando la necessità di dataset più inclusivi, personale formato e sistemi alternativi di verifica. Una tecnologia basata sul riconoscimento facciale che ignora milioni di persone non è progresso, ma una forma di discriminazione digitale.

Leggi l’articolo completo “When Face Recognition Doesn’t Know Your Face Is a Face” su Wired.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/10/2025).

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