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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Serd e intelligenza artificiale: nuova frontiera delle dipendenze

Dipendenza digitale e capacità cognitive.

Una ragazza di Venezia è in cura presso il Serd della Asl locale per dipendenza da intelligenza artificiale, fenomeno emergente che gli specialisti cominciano a osservare con crescente attenzione in tutta Italia. La paziente ha sviluppato un rapporto esclusivo con un sistema di IA, diventato per lei l’unico punto di riferimento relazionale. A rendere il caso noto è la dottoressa Laura Suardi, direttrice del Serd veneziano: l’algoritmo, imparando a conoscere l’utente, fornisce risposte calibrate sui suoi desideri. Il rischio scatta quando questa interazione diventa l’unico orizzonte di riferimento.

Sul piano clinico, la dipendenza da IA viene inquadrata come evoluzione delle dipendenze digitali già note, ma con caratteristiche proprie. Lo spiega Roberta Balestra, presidente di Federserd. A differenza della dipendenza da smartphone o social, con l’intelligenza artificiale si instaura un dialogo bidirezionale che soddisfa aspettative emotive, favorendo il ritiro sociale. I meccanismi neurologici sottostanti sono gli stessi delle dipendenze da sostanze. Si parla di vera dipendenza quando compare il craving, il desiderio irrefrenabile che guida il comportamento togliendo all’individuo la capacità di scegliere.

I segnali da monitorare includono la compromissione della vita sociale, l’inversione del ritmo sonno-veglia e l’isolamento progressivo. L’approccio terapeutico adottato dai Serd coinvolge competenze psichiatriche e i familiari dei pazienti: imporre la semplice riduzione dell’uso degli strumenti informatici non è sufficiente. Casi analoghi iniziano ad emergere in diverse strutture italiane.

Leggi l’articolo completo “Sviluppa dipendenza dall’Ia, ragazza in cura all’Asl: “Algoritmo unico orizzonte di riferimento”” su La Repubblica.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (01/04/2025).

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