Un nuovo report di Boston Consulting Group, basato su oltre 10.600 interviste in 11 paesi, rivela che il 68% dei lavoratori italiani utilizza regolarmente strumenti di intelligenza artificiale generativa. Il dato si allinea a Germania e Regno Unito ma rimane sotto la media globale del 72%. L’adozione risulta stratificata gerarchicamente: l’85% dei dirigenti e il 78% dei manager utilizzano strumenti. AI, contro il 51% del personale operativo.
La ricerca evidenzia un fenomeno particolarmente preoccupante: il 54% dei dipendenti globali è disposto a ricorrere a strumenti AI non autorizzati, dando luogo al cosiddetto “shadow AI”. Questo comportamento espone le organizzazioni a significativi rischi di sicurezza informatica, violazioni della privacy e potenziali attacchi hacker, poiché aggira i controlli IT aziendali. Il problema è amplificato dalla carenza di formazione. Solo un lavoratore su tre ha ricevuto training adeguato sull’uso dell’IA, mentre il 37% lamenta la mancanza di risorse aziendali appropriate.
Il gap formativo e di supporto rappresenta dunque un ostacolo critico per lo sfruttamento del potenziale tecnologico. A livello globale, appena il 25% del personale operativo si sente supportato nell’utilizzo di questi strumenti, suggerendo la necessità di investimenti strutturati nella formazione per garantire un’adozione sicura ed efficace dell’intelligenza artificiale nei contesti lavorativi.
Leggi l’articolo completo: Shadow Ai, 7 lavoratori su 10 usano l’intelligenza artificiale (anche non autorizzata): il rischio hacker e privacy su il Corriere
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (19/02/2025).

