Sam Altman, CEO di OpenAI, che per molti sembra l’umile genio della Silicon Valley, ha di recente lanciato Sora 2, finito subito tra numerose polemiche.
Questo generatore di video che rappresenta un salto tecnologico impressionante rispetto a dieci mesi fa è, però, fin da subito immediatamente sprofondato in un mare di contenuti protetti da copyright rubati. OpenAI, difatti, ha siglato accordi per oltre mille miliardi di dollari solo quest’anno con aziende come Nvidia e AMD, adottando una filosofia chiara: chi non vuole essere sfruttato deve formalmente rinunciare, altrimenti si presume il consenso. Il paradosso, tuttavia, è grottesco: quando il chatbot cinese DeepSeek è stato accusato di aver addestrato i suoi modelli usando il lavoro di OpenAI, l’azienda ha promesso “contromisure aggressive“, gli stessi che si indignano se qualcuno ruba da loro.
Altman, che nel 2016 paragonava Trump alla Germania nazista, oggi lo adula alla Casa Bianca ringraziandolo per essere “così favorevole alle imprese“. ll risultato è il seguente: nessuna regolamentazione sull’AI con la storia che si ripete, in quanto abbiamo già vissuto questo ciclo con i social media: entusiasmo iniziale, scoperta tardiva dei pericoli, mancata regolamentazione, vittime. Con l’AI stiamo rifacendo lo stesso percorso, solo molto più velocemente.
Leggi l’articolo completo It’s Sam Altman: the man who stole the rights from copyright. If he’s the future, can we go backwards? su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (25/06/2025).

