Con un milione di download in pochi giorni, Sora, la nuova app di OpenAI, è diventata il nuovo terreno di sperimentazione per i video generati con Intelligenza Artificiale. Questa applicazione permette di creare clip realistiche a partire da descrizioni testuali. Nata come piattaforma sociale per la creatività digitale, Sora consente agli utenti di controllare l’uso della propria immagine, ma non stabilisce limiti chiari per i personaggi storici o le celebrità scomparse. In pochi secondi è possibile generare brevi video che mostrano celebrità come Aretha Franklin o Marilyn Monroe in situazioni mai avvenute, o reinterpretazioni di eventi storici con figure come John F. Kennedy o Margaret Thatcher.
Secondo avvocati e rappresentanti di eredi, l’assenza di consenso per le persone scomparse apre la porta a controversie legate alla tutela dell’immagine postuma. I familiari di Robin Williams, Martin Luther King Jr. e George Carlin hanno già chiesto la rimozione dei deepfake dei propri cari generati con Sora. OpenAI ha risposto annunciando strumenti di controllo più avanzati sui contenuti e la possibilità di escludere un volto se richiesto dai rappresentanti legali.
Ogni video include watermark visibili e invisibili e metadati che ne certificano l’origine artificiale. Studiosi di Harvard e Carnegie Mellon avvertono che questi segnali, in ogni caso, possono essere rimossi con relativa facilità. Contemporaneamente, aziende come Reality Defender e McAfee stanno sviluppando sistemi basati su IA per riconoscere contenuti generati. I risultati ottenuti con Sora e con altri modelli come Google Veo 3 evidenziano un rapido avanzamento nel realismo visivo.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (21/10/2025).

