Uno studio preprint pubblicato su medRxiv dimostra che strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT e Gemini possono essere utilizzati per riscrivere sistematicamente articoli scientifici, producendo versioni ridondanti che superano i controlli antiplagio standard degli editori e vengono pubblicate come nuova ricerca originale.
L’analisi ha identificato 411 studi “ridondanti” basati sui dati NHANES (National Health and Nutrition Examination Survey) apparsi in 112 riviste tra gennaio 2021 e luglio 2025. Si tratta di lavori che testano le stesse associazioni statistiche di ricerche precedenti ma su sottoinsiemi di dati leggermente diversi, creando duplicazioni che superano i controlli antiplagio degli editori.
I ricercatori hanno messo alla prova ChatGPT e Gemini chiedendo loro di riscrivere tre articoli che particolarmente ripetitivi, ciascuno basato su associazioni statistiche già apparse cinque o sei volte in letteratura, per testare la capacità dell’IA di produrre nuovi manoscritti dallo stesso set di dati. Con sole due ore di lavoro aggiuntivo, sono riusciti a ottenere manoscritti derivativi che non vengono rilevati dagli strumenti di controllo antiplagio utilizzati dagli editori.
L’esperimento mostra come i LLM possano facilitare la produzione seriale di ricerche prive di reale valore scientifico da parte di paper mills o individui senza scrupoli, con il rischio di saturare la letteratura e minare la fiducia nei processi di pubblicazione accademica.
Leggi l’articolo completo: Journals infiltrated with ‘copycat’ papers that can be written by AI su Nature
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (04/05/2025).

