Durante il Super Bowl, Ring ha presentato “Search Party”, una funzione IA per rintracciare cani smarriti tramite le videocamere dei residenti. Il sistema scansiona le riprese del vicinato in cerca di un “match” visivo. Jamie Siminoff, fondatore del brand, promuove l’idea del “vicino eroe”, ma l’aspetto cruciale è la natura del network, a differenza dei sistemi pubblici, questa infrastruttura di sorveglianza è implementata autonomamente e volontariamente dai proprietari di casa. Sono i cittadini ad acquistare e installare i dispositivi di tasca propria, trasformando privatamente le strade in una griglia di monitoraggio costante.
L’iniziativa ha riacceso le polemiche sui rapporti amichevoli tra l’azienda e le forze dell’ordine. Ring vanta una storia di collaborazione stretta con la polizia, tra gadget e agevolazioni per l’accesso ai filmati. Con il ritorno di Siminoff, la strategia punta a integrare l’IA con partner come Flock per la condivisione dati. Esperti di diritti civili avvertono che uno strumento nato per ritrovare animali può essere convertito per monitorare persone considerate “sospette”, creando una sorveglianza di massa gestita dai privati ma funzionale agli apparati di controllo statali.
L’accoglienza dello spot del Super Bowl sui social è stata quasi unicamente negativa; molti utenti hanno descritto la clip come l’incipit di un film distopico. La maschera dei video virali dei corrieri sembra essere caduta, rivelando un sistema che capitalizza sulla cultura del sospetto. Il rischio, denunciato dalle associazioni per i diritti civili, è barattare libertà fondamentali per una sicurezza percepita.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/06/2025).

